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October 29 L'ALBA DI SAMHAINNon so se il testo che riporto è stato tratto da qualche libro. Nella rivista in cui l'ho trovato era firmato Thenesis, quindi suppongo che sia lei l'autrice di questa piccola favola semplicemente magnifica...
Se Thenesis arrivi mai a leggere questo intervento e se è lei l'autrice del brano...beh...la ringrazio, davvero! e spero di non averla offesa postando la sua storia.
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L'ALBA DI SAMHAIN
Era l’alba di Samhain...la bruma del Drago ammantava il bosco quella fredda mattina. Gli spiriti dei quattro elementi, dopo la notte di magia- in cui il Velo tra i Mondi è più sottile- si apprestavano a tornare nei loro Regni, quando qualcosa li attirò nella radura. Era come se il mondo si fosse fermato: non un rumore, neanche lo stormire delle foglie...come se tutto fosse morto. Spinti dalla curiosità, andarono a vedere. La Signora era seduta su un morbido tappeto di foglie morte, inerte, con la schiena appoggiata ad un vecchio albero di tasso. Era come se quel solido tronco le trasferisse la si rigidità; i Suoi occhi erano vitrei, lontani. Le Sue mani intrecciate a quelle del suo sposo, ormai caduto, sacrificatosi alla Natura per il bene di tutte le creature viventi... I quattro Spiriti cercarono di riscuotere la Dea, ma sembrava una statua, come se alla fine avesse voluto condividere il destino del Suo amato...
“Non possiamo lasciarli così!” disse il Fuoco. “Giusto. Vediamo un po’...cosa possiamo fare?” propose l’Aria. “È chiaro che per il nostro Signore non possiamo fare più nulla” constatò la Terra. L’Acqua rifletté un po’, quindi si avvicinò alla Signora e disse: “Madre amatissima, sebbene non possiamo far nulla per il Tuo sposo, giacché il Suo sacrificio completa il giro della Ruota dell’Anno, forse per Te potremo”. E la baciò sulla guancia. Da quegli occhi splendenti ma offuscati, calde lacrime iniziarono a scendere, finchè non tornarono splendenti come stelle... “Ecco, io Ti dono l’unica acqua che può purificare dal dolore”. Si avvicinò l’Aria e Le soffio dolcemente sul viso: “Ecco, io Ti dono il vento del Tempo che passa, che porterà lontano queste lacrime”. Fu la volta del Fuoco che le accarezzò le guance e Le disse: “A Te, mia Signora, dono il calore del Sole della Vita, che asciugherà quelle lacrime che neppure il vento del Tempo ha potuto portare via”. La Terra, non sapendo che dono poter fare alla Madre, Le prese dolcemente le mani e disse: “Ma per adesso io sarò il giaciglio nel quale riposerai” e La strinse a sé. Dopo poco, la Signora si riscosse e ringraziò i quattro Elementi per ciò che avevano fatto, non tanto a Lei, quanto per il suo amatissimo consorte. “Ma come? –si guardarono increduli i quattro Spiriti- abbiamo voluto farti questi doni perché non abbiamo potuto aiutare i nostro Signore amorevole!” risposero i quattro all’unisono. “quando l’anima del Mio sposo lasciò le Sue spoglie mortali, il mio amore per Lui divenne la barca che Lo avrebbe condotto nell’Oltretomba.....le Mie lacrime salate sono divenute l’oceano sul quale Lui è salpato. Il vento che ha allontanato le Mie lacrime lo ha accompagnato verso Occidente e il Sole che me le ha asciugate ha fatto sì che trovasse la via". “Ma io?- disse tristemente la Terra- Io, che non sapevo che dono farti, non ho potuto aiutare il Dio”. “Al contrario –le disse la Dea sorridendole- hai dato la cosa più importante, poiché tu sei l’approdo. Ora il Dio ha varcato i cancelli della Morte e io posso finalmente riposare.” “E adesso? –chiesero i quattro Spiriti- che sarà di questo mondo, ora che tutto sembra morto?” la Dea li guardò con infinito amore, si toccò il ventre e disse: “benché l’oscurità della morte sia il mio regno, la gioia della nascita è il mio dono”. I quattro si guardarono...e compresero. Si, dopotutto il mondo aveva sempre speranza...
Felice discesa... )O( |
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