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    May 02

    Il ragazzo con l'occhio color smeraldo...

     
     
    "Storm" chiamò, insistente "Perdonami. Non volevo tradirti. Mi ha costretto il dottor DeWilde. Io volevo avvertirti, ma non ho potuto. Ha spie dappertutto."
     
    Storm, lo sguardo fisso davanti a sé, continuò a camminare in silenzio.
     
    "Per piacere, per piacere" la pregò Kit correndole dietro. "Voglio aiutare te e Aurora. Io...io amo tua sorella."
     
    Storm si fermò e lo guardò con disprezzo.
     
    "Aiuto? Tu vuoi aiutare me? Non hai fatto che ingannarmi. Per poco non mi hai fatto catturare e uccidere. E mi hai lasciato credere che Aurora mi avesse abbandonato al Picco del Pifferaio. Sei spregevole!" sibilò "Non ci si può fidare di te. Sei un traditore"
     
    "Si" disse il ragazzo in tono infelice "Sono un traditore. E so come ci si sente: proprio come te"
     
    Storm gli scoccò un'occhiata cattiva. Una furia cieca le esplose nello stomaco, diffondendosi lungo i nervi in tutto il corpo.
     
    "Io non sono per niente come te" sussurrò "Io non avevo scelta. Credevo di fare la cosa giusta. Ma tu! Tu puoi scegliere, ma sei solo un codardo che tradisce per paura di quello che accadrà se disobbedisce al dottor DeWilde."
     
    "Hai ragione" disse il ragazzo con tristezza. "Non sono coraggioso. Non ho la forza di resistergli. Ma neanche tu. Tu hai permesso che ti facesse scegliere tra le tue sorelle: e proprio perchè l'hai lasciato fare, le hai perse entrambe."
     
    Storm lo guardò negli occhi, bianca in viso. Aveva ragione. Lei non era migliore di lui. E lo odiava ancora di più per aver dato voce a quella terribile verità. Lo odiava più di quanto avesse mai odiato qualcuno in vita sua. Voleva fargli del male; voleva che si accartocciasse dentro e si sentisse male quanto lei.
    Gli si avvicinò, levò una mano tremante e lo schiaffeggiò su una guancia
     
    "Mia sorella non amerà mai uno come te" disse, e la sua voce era fredda e dura.
     
    "Quando le dirò come sei davvero, ti disprezzerà quanto ti disprezzo io. Ti odierà per sempre."
     
    E detto questo, Storm si voltò e corse via. Così non vide l'angoscia che si era dipinta sul viso del ragazzo.
    Non era tanto il segno rosso lasciato dalla mano della ragazzina che provocava a Kit un dolore insopportabile, ma le parole di lei, e la certezza che Aurora non lo avrebbe mai amato e che lui sarebbe stato condannato a rimanere una creatura del dottor DeWilde per sempre.
    Il dolore era troppo intenso: s'irradiava in cerchi stretti attraverso il torace lasciandolo a stento respirare.
    Kit cadde sulle ginocchia, e ci fu un crac, simile a quello di un vetro che si spezza. Il cuore del ragazzo si ruppe in due e la scheggia di ghiaccio che era conficcata al centro si sciolse. Kit iniziò a singhiozzare, e le lacrime lavarono la scheggia blu di ghiaccio fuori dal suo occhio e gli scivolarono lungo le guancie. In un attimo, il blu svanì dall'iride, che ritornò di nuovo verde, così che i suoi occhi furono perfettamente accoppiati, belli, color smeraldo. Tuttavia Kit continuava a singhiozzare. Non ce la fece a smettere neppure quando la lepre grigio argento saltò silenziosa verso di lui e gli si strofinò contro le ginocchia.
    Dopo qualche istante Kit si sentì abbracciare. C'era una donna dal viso dolce e seri occhi grigio argento accanto a lui.
     
    "Va tutto bene, Kit" gli disse dolcemente "Piangi pure. Un cuore non è un vero cuore finchè non viene spezzato, e lo stesso vale per gli incantesimi. La malia è dissolta e tu sei libero, finalmente."
     
    "Tre sorelle nel bosco"
    Lyn Gardner