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November 26 Agaloniani a Lucca...October 29 L'ALBA DI SAMHAINNon so se il testo che riporto è stato tratto da qualche libro. Nella rivista in cui l'ho trovato era firmato Thenesis, quindi suppongo che sia lei l'autrice di questa piccola favola semplicemente magnifica...
Se Thenesis arrivi mai a leggere questo intervento e se è lei l'autrice del brano...beh...la ringrazio, davvero! e spero di non averla offesa postando la sua storia.
***
L'ALBA DI SAMHAIN
Era l’alba di Samhain...la bruma del Drago ammantava il bosco quella fredda mattina. Gli spiriti dei quattro elementi, dopo la notte di magia- in cui il Velo tra i Mondi è più sottile- si apprestavano a tornare nei loro Regni, quando qualcosa li attirò nella radura. Era come se il mondo si fosse fermato: non un rumore, neanche lo stormire delle foglie...come se tutto fosse morto. Spinti dalla curiosità, andarono a vedere. La Signora era seduta su un morbido tappeto di foglie morte, inerte, con la schiena appoggiata ad un vecchio albero di tasso. Era come se quel solido tronco le trasferisse la si rigidità; i Suoi occhi erano vitrei, lontani. Le Sue mani intrecciate a quelle del suo sposo, ormai caduto, sacrificatosi alla Natura per il bene di tutte le creature viventi... I quattro Spiriti cercarono di riscuotere la Dea, ma sembrava una statua, come se alla fine avesse voluto condividere il destino del Suo amato...
“Non possiamo lasciarli così!” disse il Fuoco. “Giusto. Vediamo un po’...cosa possiamo fare?” propose l’Aria. “È chiaro che per il nostro Signore non possiamo fare più nulla” constatò la Terra. L’Acqua rifletté un po’, quindi si avvicinò alla Signora e disse: “Madre amatissima, sebbene non possiamo far nulla per il Tuo sposo, giacché il Suo sacrificio completa il giro della Ruota dell’Anno, forse per Te potremo”. E la baciò sulla guancia. Da quegli occhi splendenti ma offuscati, calde lacrime iniziarono a scendere, finchè non tornarono splendenti come stelle... “Ecco, io Ti dono l’unica acqua che può purificare dal dolore”. Si avvicinò l’Aria e Le soffio dolcemente sul viso: “Ecco, io Ti dono il vento del Tempo che passa, che porterà lontano queste lacrime”. Fu la volta del Fuoco che le accarezzò le guance e Le disse: “A Te, mia Signora, dono il calore del Sole della Vita, che asciugherà quelle lacrime che neppure il vento del Tempo ha potuto portare via”. La Terra, non sapendo che dono poter fare alla Madre, Le prese dolcemente le mani e disse: “Ma per adesso io sarò il giaciglio nel quale riposerai” e La strinse a sé. Dopo poco, la Signora si riscosse e ringraziò i quattro Elementi per ciò che avevano fatto, non tanto a Lei, quanto per il suo amatissimo consorte. “Ma come? –si guardarono increduli i quattro Spiriti- abbiamo voluto farti questi doni perché non abbiamo potuto aiutare i nostro Signore amorevole!” risposero i quattro all’unisono. “quando l’anima del Mio sposo lasciò le Sue spoglie mortali, il mio amore per Lui divenne la barca che Lo avrebbe condotto nell’Oltretomba.....le Mie lacrime salate sono divenute l’oceano sul quale Lui è salpato. Il vento che ha allontanato le Mie lacrime lo ha accompagnato verso Occidente e il Sole che me le ha asciugate ha fatto sì che trovasse la via". “Ma io?- disse tristemente la Terra- Io, che non sapevo che dono farti, non ho potuto aiutare il Dio”. “Al contrario –le disse la Dea sorridendole- hai dato la cosa più importante, poiché tu sei l’approdo. Ora il Dio ha varcato i cancelli della Morte e io posso finalmente riposare.” “E adesso? –chiesero i quattro Spiriti- che sarà di questo mondo, ora che tutto sembra morto?” la Dea li guardò con infinito amore, si toccò il ventre e disse: “benché l’oscurità della morte sia il mio regno, la gioia della nascita è il mio dono”. I quattro si guardarono...e compresero. Si, dopotutto il mondo aveva sempre speranza...
Felice discesa... )O( September 16 Oscurità Mondiale 17 Settembre 2008Salviamo Il Pianeta:Oscurità Mondiale 17 Settembre 2008
Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.
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Darkness world: On September 17, 2008 from 21:50 to 22:00 hours.
Proposes to delete all lights and if possible all electrical appliances, to our planet can 'breathe'. if the answer is massive, energy saving can be brutal. Only 10 minutes, and see what happens. Yes, we are 10 minutes in the dark, we light a candle and simply Be looking at it, we breathe and our planet. Remember that the union is strength and the Internet can be very power and can Even do something big. Moves the news, if you have friends to live in other countries send to them. *** Oscuridad mundial: En Septiembre 17, 2008 desde las 21:50 a las 22:00 horas.
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Escuridão mundial: No dia 17 de Setembro de 2008 das 21:50 às 22:00 horas
propõe-se apagar todas as luzes e se possível todos os aparelhos eléctricos, para o nosso planeta poder 'respirar'. Se a resposta for massiva, a poupança energética pode ser brutal. Só 10 minutos, para ver o que acontece. Sim, estaremos 10 minutos às escuras, podemos acender uma vela e simplesmente ficar a olhar para ela, estaremos a respirar nós e o planeta. Lembrem-se que a união faz a força e a Internet pode ter muito poder e podemos mesmo fazer algo em grande. Passa a notícia, se tiveres amigos a viver noutros países envia-lhes. ***
Darkness monde: Le 17 Septembre 2008 de 21:50 à 22:00 heures Propose de supprimer toutes les lumières et, si possible, tous les appareils électriques, à notre planète peut 'respirer'. Si la réponse est massive, les économies d'énergie peuvent être brutales. Seulement 10 minutes, et de voir ce qui se passe. Oui, nous sommes 10 minutes dans le noir, on allume une bougie et simplement Être regarder, que nous respirons et de notre planète. N'oubliez pas que l'union fait la force et l'Internet peuvent être très électricité et peut Même faire quelque chose de grand. Déplace l'actualité. ***
Darkness Welt: Am 17 September 2008 von 21:50 bis 22:00 Uhr
Schlägt vor, alle Lichter zu löschen und, wenn möglich, alle elektrischen Geräte, die unseren Planeten kann 'atmen'. Wenn die Antwort ist derb, Energieeinsparung kann brutal. Nur 10 Minuten, und sehen Sie, was passiert. Ja, wir sind 10 Minuten im Dunkeln, wir Licht einer Kerze und einfach Sei es bei der Suche, die wir atmen, und unseres Planeten. Denken Sie daran, dass die Gewerkschaft ist Stärke und das Internet kann sehr Macht und können Selbst etwas tun groß. Verschiebt den Nachrichten. ***
Darkness wereld: Op 17 September 2008 van 21:50 tot 22:00 uur
Stelt voor om alle lichten en zo mogelijk alle elektrische apparaten, om onze planeet kan 'ademen'. Indien het antwoord is enorm, de energiebesparing kan worden wreder. Slechts 10 minuten, en zie wat er gebeurt. Ja, we zijn 10 minuten in het donker, we licht van een kaars en gewoon Wordt kijken, we inademen en onze planeet. Vergeet niet dat de unie is kracht en het internet kan zeer macht en kan Zelfs iets te groot. ***
...e Madre Terra ringrazierà ognuno di noi...
fonte: http://www.valerionovelli.blogspot.com/2008/09/salviamo-il-pianeta-oscurit-mondiale-17.html August 05 Abbaiare StancaNé ammaestrato né ammaestratore
di Daniel Pennac
[...] Tra Pec e Louke, c’è stato Kanh. Povero Kanh, cupo Kanh, imprevedibile e tormentato, con la sua paura degli uomini... Era forse il più “intelligente” dei tre, il più bello e il più di tutto quel che volete, ma, essendo un doberman, era sicuramente il più infelice. Doberman... Era sicuro di quel che faceva, quell’esattore delle imposte (il signor Doberman, appunto) nel diciannovesimo secolo quando inventò un cane, al quale diede orgogliosamente il suo nome? Sanno sempre quello che fanno, tutti questi “purificatori” della razza canina quando creano cani su misura, cani da guardia, cani per bambini, cani da compagnia, cani da appartamento, cani da questo, cani da quello, disegnati come auto sportive, marchiati come l’argenteria di famiglia, che vinceranno artistiche medaglie ai concorsi di bellezza dove i loro proprietari li esibiranno? Oh, che bella riuscita estetica! Molto bello, il doberman! Molto carino il cocker del giorno d’oggi! Ma il cervello? E la follia di alcuni di questi esemplari quando superano una certa età? E il dolore di essere pazzi? Kanh era certamente un cane pazzo. E infelice di esserlo, poiché lo era in modo discontinuo. Ed è l’unico cane che io abbia visto piangere. Piangere veramente, come un uomo perduto nel dolore e nel rimorso. In uno dei suoi momenti di crisi, durante i quali non riconosceva nessuno, mi aveva morso. Quando capì in quale mano aveva piantato i canini, si mise a piangere. Scoppi di singhiozzi che lo scuotevano tutto. Lunghi ululati strazianti interrotti da singulti che lo spezzavano in due. Mi ero seduto vicino vicino a lui e lo accarezzavo. Gli mormoravo nell’orecchio che non era successo niente, che non era colpa sua, ma del signor Doberman e di tutti gli altri “purificatori” della razza canina. Lui piangeva, io mormoravo. Andammo avanti per un bel po’. Poi lui scivolò in un sonno popolato di gemiti. No, decisamente, questo libro non è dedicato ai fanatici delle razze pure, ai tagliatori di code e di orecchie. Tranne Kanh e Louke, tutti gli altri cani della mia vita sono stati dei solidi bastardi: Fantou, trovato in una discarica, senza pelo ma crivellato di pallini da caccia, che un amico pittore aveva resuscitato e che finì i suoi giorni a casa nostra; Petit, il cane di mio fratello, che era grande come una palla da tennis quando si rifugiò da lui e che, secondo il veterinario, non sarebbe più cresciuto. (Oggi, quando sta ritto sulle quattro zampe, appoggia tranquillamente la testa sul tavolo.) Senza parlare dei cani che d’incontrano, degli amici dei miei cani, dei cani dei miei amici... Mi sembra che siano tutti qui, vicino a me, a sorvegliarmi mentre scrivo queste righe. È che si dicono tante sciocchezze a proposito dei cani...che loro hanno ragione a diffidare! D’altronde, che cosa ho da dire io? Poche cose. E che riguardano soprattutto gli uomini. Questa, per esempio: se avete un cane, o quando ne avrete uno, non siate, vi prego, né ammaestratori né ammaestrati. Cioè: non siate uno di quei “padroni” tutti fieri di aver trasformato il proprio cane in un tappetino, in una belva o in una bambola meccanica. “Guardate com’è intelligente il mio cane” sembra sempre che vi dica quel tipo di gente; e mentre vantano l’intelligenza della loro bestia, sui loro visi di ammaestratori soddisfatti si dipinge una bestialità senza limiti. Ma non siate nemmeno ammaestrati. Non siate di quelle persone completamente sottomesse alla volontà del cane, che non pensano che a lui, che non parlano che di lui e la cui vita si riassume in questo: possiedo un cane. Un minimo di ammaestramento è necessario. Ma bisogna intendersi sul significato della parola. Un buon ammaestratore è quello che impone il rispetto della dignità di entrambi. “E che cos’è la dignità per un cane?” mi domanderete voi: è di essere cane. Da questo punto di vista, il buon ammaestratore deve cominciare ad ammaestrare se stesso, cioè a rispettare la dignità del cane che gli vive accanto, se vuole comportarsi lui stesso dignitosamente, da uomo. In fondo il rispetto delle differenze è la legge stessa dell’amicizia. E, a proposito di amici, questo: se avete amici che hanno paura dei cani, non imponetegli la presenza del vostro, anche se è il cane più buono del mondo. La paura dei cani è irrazionale. È spesso umiliante. E voi non avete il diritto d’infliggere quest’umiliazione a nessuno. Incontrerete forse persone che si burleranno del vostro amore per i cani, che affermeranno che amare i cani nasconde un’incapacità di amare gli uomini... lasciateli dire. Sono tutte stupidaggini. È incredibile quante idee preconcette circolino sugli amatori dei cani! Tanta gente afferma, per esempio, che l’amore per i cani e quelli per i gatti sono incompatibili, tra cani e gatti, secondo loro, bisogna scegliere, non si possono amare tutt’e due. Dupont, Sarah, Gabriella, Ti’Marcel, alcuni dei gatti della mia vita, devono ridere di gusto sentendo simili discorsi. E quando un cane o un gatto ridono di te, lo si vede... Dico tutto questo perché, mentre scrivo, Xango, il cane di un amico che tengo con me per qualche giorno e che è sdraiato sotto il tavolo, alza la testa e mi fissa ironicamente. Vi assicuro che si sta divertendo un mondo! (D’altronde è come me, Xango: adora i gatti.) Ecco. È più o meno tutto quello che avevo da dire. Ah! Un’ultima cosa: quando si sceglie di vivere con un cane, è per sempre. Non lo si abbandona. Mai. Mettetevelo bene in testa prima di adottarne uno.
"Abbaiare stanca" Daniel Pennac August 03 The end of...The end of Mr Y [
[...] Imparai tutta quella roba sulla Vergine Maria, cercando di convincere me stessa che una religione che dà tanta importanza ad una donna deve avere qualche merito. Poi, in una delle riviste lessi uno spassoso aneddoto sulla visita di Giovanni Paolo II in una città, dove le suore che dovevano cucinare per lui fecero un po’ di confusione e finirono per servirgli bastoncini di pesce. Ovviamente, il succo della storia era nel fatto divertente che il papa avesse mangiato bastoncini di pesce, ma io non riuscii a passare sopra al particolare che il papa avesse suore che cucinavano per lui. Senza dubbio, ci aspettiamo che i leader religiosi siano in qualche modo più saggi di noi, ma mi resi conto che non c’è nulla di speciale in questo sistema, nulla che lo renda più profondo e straordinario del resto della società. Se qualcuno che aveva consacrato la propria vita alla bontà, alla giustizia e alla verità pretendeva ancora che le suore gli preparassero da mangiare (perché dopotutto non hanno niente di meglio da fare, e nessuna di loro ha la possibilità di essere sacerdote o diventare papa, dal momento che le donne non sono abbastanza brave per questo), allora c’era qualcosa di molto sbagliato. Come poteva ignorare il piccolo dettaglio che siamo tutti uguali agli occhi di Dio? Se questo era il più saggio dei cattolici, sicuramente non avrei mai voluto conoscere il più stupido. Forse c’è un’analogia con il principio antropico, ma io sono una donna, e dopo una vita di esperienze so di essere in grado di fare tutto ciò che fanno gli uomini, tranne quelle cose che richiedono specificatamente un pene (come pisciare in piedi). Voglio dire, è un fatto talmente ovvio che sembra un po’ ridicolo ribadirlo, come affermare che tutti gli uomini hanno la testa. E allora, secondo la religione cosa mi manca? Sono meno degna a priori? Ma questo sarebbe completamente assurdo. Com’è possibile che la religione, la quale pretende di essere più profonda di qualunque altra cosa, capisca l’umanità meno di qualsiasi ufficio del personale nel Paese? E non è soltanto il cristianesimo: come possono i buddisti, che coltivano la libertà dal desiderio, desiderare di reincarnarsi bene, in forma di uomini, per essere chiamati “venerabile maestro” e dire agli altri cosa devono fare? Perché la religione è così deludente? Ti aspetti che ti dica cose che non sai, e invece non fa altro che ripeterti quello che già sai e che molto tempo fa hai deciso che è sbagliato. Alla mia sinistra è la grande facciata grigia della chiesa. Noi siamo i Pensieri di Dio?, chiede un manifesto. No, rifletto. È il contrario. Spengo la sigaretta e smetto di pensare.[...] Che fine ha fatto Mr Y? Scarlett Thomas
July 10 Somewhere...{ Somewhere over the rainbow, way up high
There's a land that I heard of, once in a lullaby Somewhere over the rainbow, skies are blue And the dreams that you dare to dream Really do come true Someday I'll wish upon a star, And wake up where the cloouds are far behind me Where troubles melt like lemon drops, Away above the chimney tops That's where you'll find me Somewhere over the rainbow, bluebirds fly Bird fly over the rainbow, why then, oh why can't I If happy little bluebirds fly beyond the rainbow, Why, oh why can't I ? May 02 Il ragazzo con l'occhio color smeraldo..."Storm" chiamò, insistente "Perdonami. Non volevo tradirti. Mi ha costretto il dottor DeWilde. Io volevo avvertirti, ma non ho potuto. Ha spie dappertutto."
Storm, lo sguardo fisso davanti a sé, continuò a camminare in silenzio.
"Per piacere, per piacere" la pregò Kit correndole dietro. "Voglio aiutare te e Aurora. Io...io amo tua sorella."
Storm si fermò e lo guardò con disprezzo.
"Aiuto? Tu vuoi aiutare me? Non hai fatto che ingannarmi. Per poco non mi hai fatto catturare e uccidere. E mi hai lasciato credere che Aurora mi avesse abbandonato al Picco del Pifferaio. Sei spregevole!" sibilò "Non ci si può fidare di te. Sei un traditore"
"Si" disse il ragazzo in tono infelice "Sono un traditore. E so come ci si sente: proprio come te"
Storm gli scoccò un'occhiata cattiva. Una furia cieca le esplose nello stomaco, diffondendosi lungo i nervi in tutto il corpo.
"Io non sono per niente come te" sussurrò "Io non avevo scelta. Credevo di fare la cosa giusta. Ma tu! Tu puoi scegliere, ma sei solo un codardo che tradisce per paura di quello che accadrà se disobbedisce al dottor DeWilde."
"Hai ragione" disse il ragazzo con tristezza. "Non sono coraggioso. Non ho la forza di resistergli. Ma neanche tu. Tu hai permesso che ti facesse scegliere tra le tue sorelle: e proprio perchè l'hai lasciato fare, le hai perse entrambe."
Storm lo guardò negli occhi, bianca in viso. Aveva ragione. Lei non era migliore di lui. E lo odiava ancora di più per aver dato voce a quella terribile verità. Lo odiava più di quanto avesse mai odiato qualcuno in vita sua. Voleva fargli del male; voleva che si accartocciasse dentro e si sentisse male quanto lei.
Gli si avvicinò, levò una mano tremante e lo schiaffeggiò su una guancia
"Mia sorella non amerà mai uno come te" disse, e la sua voce era fredda e dura.
"Quando le dirò come sei davvero, ti disprezzerà quanto ti disprezzo io. Ti odierà per sempre."
E detto questo, Storm si voltò e corse via. Così non vide l'angoscia che si era dipinta sul viso del ragazzo.
Non era tanto il segno rosso lasciato dalla mano della ragazzina che provocava a Kit un dolore insopportabile, ma le parole di lei, e la certezza che Aurora non lo avrebbe mai amato e che lui sarebbe stato condannato a rimanere una creatura del dottor DeWilde per sempre.
Il dolore era troppo intenso: s'irradiava in cerchi stretti attraverso il torace lasciandolo a stento respirare.
Kit cadde sulle ginocchia, e ci fu un crac, simile a quello di un vetro che si spezza. Il cuore del ragazzo si ruppe in due e la scheggia di ghiaccio che era conficcata al centro si sciolse. Kit iniziò a singhiozzare, e le lacrime lavarono la scheggia blu di ghiaccio fuori dal suo occhio e gli scivolarono lungo le guancie. In un attimo, il blu svanì dall'iride, che ritornò di nuovo verde, così che i suoi occhi furono perfettamente accoppiati, belli, color smeraldo. Tuttavia Kit continuava a singhiozzare. Non ce la fece a smettere neppure quando la lepre grigio argento saltò silenziosa verso di lui e gli si strofinò contro le ginocchia.
Dopo qualche istante Kit si sentì abbracciare. C'era una donna dal viso dolce e seri occhi grigio argento accanto a lui.
"Va tutto bene, Kit" gli disse dolcemente "Piangi pure. Un cuore non è un vero cuore finchè non viene spezzato, e lo stesso vale per gli incantesimi. La malia è dissolta e tu sei libero, finalmente."
"Tre sorelle nel bosco"
Lyn Gardner
April 21 Polvere di Stelle...[...] Quando Tristran passò di nuovo al di là del muro, diverse ore dopo, trovò la stella dove l’aveva lasciata. Il ragazzo sembrava turbato, ma alla vista di Yvaine si rianimò "ehi, salve" le disse, aiutandola a mettersi in piedi "ti sei divertita mentre mi aspettavi?" "non particolarmente" replicò la stella "mi dispiace" disse Tristran "forse avrei dovuto portarti con me al villaggio" "no" disse la stella "io vivrò finchè resterò a Faerie. Se dovessi passare nel tuo mondo non sarei altro che un sasso gelido e butterato caduto dal cielo" "ma c’è mancato poco che ti portassi con me!" disse Tristran atterrito "ci ho provato, ieri sera!" "si" replicò lei "a dimostrazione del fatto che sei veramente uno sciocco, uno stolto, un…cretino" "un balordo" le suggerì Tristran "mi hai sempre chiamato balordo. E zoticone" "bè" disse la stella "sei tutte quelle cose insieme e anche di più. Perché mi hai fatto aspettare tanto? Ero convinta che ti fosse capitata una disgrazia." "mi dispiace" le disse "non ti lascerò mai più sola" "no" ribatté lei in tono serio e determinato "non lo farai" [...]
[...] E per la prima volta, sotto quella fredda pioggerella primaverile, si baciarono. A Tristran il cuore batteva forte e il suo petto gli sembrava inadeguato a contenere tutta quella gioia. E mentre la baciava aprì gli occhi. Gli occhi azzurro cielo lo fissarono e lui ci lesse dentro che non si sarebbero più separati. [...]
[...]“quello che voglio sapere adesso è perché non riesco più a trovarti nella mia mente. Ci sei ancora, ma come un fantasma, una chimera. E non da molto sei bruciata, il tuo cuore è bruciato nella mia mente come un fuoco d’argento. Dopo quella notte trascorsa alla locanda si è fatto scuro, sfocato ed è scomparso del tutto.”
Yvaine capì di non provare altro che pietà per quella creatura che aveva desiderato la sua morte. Perciò le disse
“forse il cuore che cerchi non è più mio?”
la vecchia tossì e tutto il suo corpo fu pervaso da un brivido e dallo spasmo dei conati.
La stella attesa che si calmasse e poi aggiunse
“il mio cuore l’ho dato a un altro”
“al ragazzo? Quello della locanda? Con l’unicorno?”
“si”
“avresti dovuto lasciare che fossi io a prenderlo, per me e per le mie sorelle. Saremmo potute tornare giovani, nella Nuova Età del mondo. Il tuo ragazzo lo spezzerà, oppure ne farà cattivo uso, o lo perderà. Fanno tutti così”
“in ogni caso” ribattè la stella “il mio cuore ce l’ha lui” [...] "Stardust" Neil Gaiman April 14 Oltre baci da respirare, nella morte che da la vita...all'amore che mai non muore...
..."Ti prego, non andartene via. Mi sento così solo e così misero qui, non so cosa fare. Cerco il sonno, e non posso dormire" "Che assurdità! Non deve fare altro che coricarsi e spegnere la candela. È talvolta difficile rimanere svegli, specialmente in chiesa, ma dormire non lo è affatto. Persino i neonati lo sanno e non è che siano molto intelligenti"
"Non dormo da trecento anni" disse lui, con aria triste, e i begli occhi blu di Virginia si spalancarono dalla meraviglia "da trecento anni non dormo, e mi sento così stanco!"
Virginia diventò molto seria e le sue labbra tremarono come petali di rosa. Si avvicinò a lui e, inginocchiandoglisi accanto, guardò il suo viso vecchio e avvizzito.
"Povero, povero fantasma" sussurrò "non hai un posto dove andare a dormire?"
"Al di là del bosco dei pini" rispose lui con voce sommossa e sognante "si trova un piccolo giardino. Lì l’erba cresce alta e rigogliosa, lì fioriscono le stelle bianche della cicuta e lì l’usignolo canta tutta la notte. Tutta la notte canta, e la fredda luna di cristallo guarda il giardino, e il tasso tende i rami giganteschi per abbracciare chi vi si addormenta"
gli occhi di Virginia si riempirono di lacrime e lei si nascose il viso tra le mani.
"Stai parlando del Giardino della morte" bisbigliò.
"Si, la morte. La morte deve essere così bella. Riposare sotto la soffice terra bruna, con l’erba che ti ondeggia sopra la testa, e ascoltare il silenzio. Non avere passato, né futuro. Dimenticare il tempo, perdonare alla vita e raggiungere finalmente la pace. Tu puoi aiutarmi, puoi aprire per me i portali della Casa della morte, poiché l’amore ti accompagna sempre e l’amore è più forte della morte"
Virginia tremò, un brivido freddo l’attraversò tutta e per qualche minuto regnò il silenzio. Si sentiva smarrita in un terribile sogno...
"Il fantasma di Canterville"
Oscar Wilde
![]() February 16 Imaginary Light where the raindrops as they're falling tell a story
Questi mostri di pietra che sono amici miei
Non ti faranno male, ti puoi fidare, sai Vivono qui con me, non farti impressionare Resta qui, stai tranquilla, è qui l'asilo Notre Dame è la mia E' il mio mondo, il mio letto Il mio nido, il mio tetto E' tutto qui il mio affetto E' il grido e la canzone La follia, la ragione Mia passione e prigione Ci sei tu, Illusione Questi mostri di pietra sono anche amici miei Mi fanno compagnia se un poco io mi annoio Tu sei così, sei caro, tu sei un po' come loro Ma come loro, scusa, mi fai un po' paura Questa casa farà Bello il tempo che fa Fuori tremi e qui no Fuori bruci e qui no Vieni qui quando vuoi La stagione che vuoi La mia casa se vuoi E' anche casa tua Se tu non trovi pace, se sei sola Vieni qui, stai tranquilla, è qui l'asilo Questa casa farà (Questa casa farà) Bello il tempo che fa (Bello il tempo che fa) Fuori tremi e qui no (Fuori tremo e qui no) Fuori bruci e qui no (Fuori brucio e qui no) Tu verrai quando vuoi (Io verrò quando vuoi) Tutto il tempo che vuoi (Tutto il tempo che vuoi) Questa casa se vuoi (Questa casa se vuoi) E' anche casa tua (E' anche casa mia) February 15 ...thinking of you......thoughts...
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che che nessuno se lo spiega perché sia successo a te quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no" quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà. Sopra il giorno di dolore che uno ha. Quando indietro non si torna quando l'hai capito che che la vita non è giusta come la vorresti te quando farsi una ragione vorrà dire vivere te l'han detto tutti quanti che per loro è facile quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no" quando la ferita brucia la tua pelle si farà. Sopra il giorno di dolore che uno ha. Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà quando questa merda intorno sempre merda resterà riconoscerai l'odore perché questa è la realtà quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è che la vita è sempre forte molto più che facile quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà Sopra il giorno di dolore che uno ha February 12 ...chiudi gli occhi...Istruzioni
Tocca nel muro il portone di legno che non avevi mai visto prima, dì: “Permesso” prima di aprire il chiavistello, entra, percorri il sentiero. Un rosso folletto di metallo pende dalla verde porta d’ingresso, a mo’ di battente, non toccarlo, ti morderebbe le dita. Cammina dentro la casa. Non prendere nulla. Non mangiare nulla. Però, se qualche creatura ti dicesse di essere affamata, dalle del cibo. Se ti dice di essere sporca, puliscila. Se grida di essere in preda al dolore, allevialo, se puoi. Dal giardino nero potrai vedere la foresta fitta. Il pozzo profondo accanto al quale passerai porta al regno dell’Inverno; c’è un'altra terra sul suo fondo. Se giri intorno qui, potrai tornare indietro, sano e salvo. Non perderai la faccia. Non penserò male di te.
Una volta attraversato il giardino, ti troverai nella foresta. Gli alberi sono vecchi. Degli occhi osservano dal sottobosco. Sotto una quercia contorta siede una signora anziana. Potrebbe chiedere qualcosa; dagliela. Ti indicherà la strada per il castello. Al suo interno ci sono tre principesse. Non fidarti della più giovane. Tira dritto. Nella radura accanto al castello, i dodici mesi siedono accanto al fuoco, si scaldano i piedi, si narrano storie. Potranno farti delle cortesie, se sarai gentile. Potrai raccogliere fragole nel gelo di dicembre. Fidati dei lupi, ma non rivelare loro dove stai andando. Il fiume può essere attraversato dal traghetto. Il traghettatore ti prenderà a bordo. La risposta alla sua domanda è questa: se porge il remo al passeggero, sarà libero di lasciare la barca. Diglielo solo a distanza di sicurezza.
Se un’aquila ti offre una penna, conservala con cura. Ricorda: i giganti hanno un sonno troppo profondo; le streghe sono spesso tradite dai loro appetiti; i draghi hanno una debolezza, da qualche parte, sempre; i cuori possono essere ben celati, e li tradisci con la tua lingua. Non essere geloso di tua sorella: sappi che diamanti e rose sono tanto sgradevoli quando rotolano dalle labbra, quanto i rospi e le rane; più freddi, persino, e più affilati, e tagliano.
Ricordati il tuo nome. Non perdere la speranza: quel che cerchi sarà trovato. Dai fiducia ai fantasmi. Confida che quelli che hai aiutato ti aiutino a loro volta. Dai fiducia ai sogni. Dai fiducia al tuo cuore, e alla tua storia.
Quando ritorni, percorri la strada da cui sei venuto. I favori verranno resi, i debiti ripagati. Non dimenticare le buone maniere. Non voltarti indietro. Cavalca l’aquila saggia (non cadrai). Cavalca il pesce argentato (non affogherai). Cavalca il lupo grigio (tieniti saldo alla sua pelliccia).
C’è un verme nel cuore della torre; ecco il motivo per cui crolla.
Quando raggiungerai la casetta, il luogo da cui era cominciato il tuo viaggio, la riconoscerai, anche se ti parrà molto più piccola di come la ricordavi. Percorri il sentiero, e attraversa il portone del giardino che non avevi mai visto, se non una volta. E poi va’ a casa. O costruiscitene una.
Oppure riposa.
"Il cimitero senza lapidi e altre storie nere" - Neil Gaiman
January 03 ...you belong to me...Biancaneve
di Jakob e Wilhelm Grimm
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E se qualcuno ha avuto la pazienza di leggere la Favola, consiglio di completarla leggendo anche la splendida analisi dei simboli e dei significati che trovate nel link che riporto qui sotto:
http://www.tempiodellaninfa.net/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=113&pagenum=2&mode=thread&order=0&thold=0
Buona Lettura!
December 24 ...Happy Natale.......NATALE ALLO ZENZERO...
Pam pam, pam pam...
Per fare una canzone di Natale non basta un argomento natalizio ma occorre un ingrediente più speciale: lo zenzero. Ma chi l'avrebbe detto che lo zenzero in fondo è il vero fulcro del Natale non il presepe, non Gesù Bambino ma lo zenzero. E non è ironico che questo zenzero sia tipico dell'Asia tropicale, un posto dove ignorano il Natale, ma quanto a zenzero molla lì. O pianta che provieni dall'oriente il cui rizoma è usato come eupeptico in farmacia, cucina e nei liquori e ovviamente nel Natale. Sapete poi cosa vuol dire eupeptico significa che ti fa digerire per cui dopo il cenone di Natale diciamoci l'un l'altro eupepsia. E non venite a dirci che lo zenzero era già in voga prima di stavolta vogliam ci sia riconosciuto il merito dello zenzero. Natale allo zenzero, presepe allo zenzero, tanti auguroni allo zenzero. Stappare lo zenzero, brindare allo zenzero, gridare fortissimo zenzero. Regali allo zenzero, vacanze allo zenzero, Gesù Bambino di zenzero. Dolciumi di zenzero, canzoni allo zenzero, bianco Natale di zenzero. Festività, felicità, aaaaaa. Per chi non fosse ancora straconvinto che zenzero significa Natale provasse ad assaggiare un biscottino allo zenzero. Natale allo zenzero, presepe allo zenzero, tanti auguroni allo zenzero. Stappare lo zenzero, brindare allo zenzero, gridare fortissimo ZENZERO!!! Zenzero, zenzero. Zenzero, zenzero. Regali allo zenzero, vacanze allo zenzero, Gesù Bambino di zenzero. Abbracci di zenzero, dolciumi di zenzero, bianco Natale di zenzero. Re Magi di zenzero, pastori di zenzero, stella cometa di zenzero. Le renne allo zenzero, zanzare di zenzero, bianco Natale di zenzero. ZENZERO! September 26 ...NOT IN REAL LIFE......SEMPRE PIU' LONTANO...
I took their smiles and I made them mine I run to you (far away from this town) I'm numb to you I run to you (far away from this town) Try to forget you but without you I feel nothing I run to you (far away from this town) ***
Ho preso i loro sorrisi e li ho resi miei Ho venduto la mia anima solo per nasconderne la luce E ora vedo chi sono veramente Una ladra, una puttana e una bugiarda Corro verso di te (lontano da questa città) Invoco il tuo nome (rinunciando, arrendendomi) Ti vedo lì (tu sei ancora) Sempre più lontano Sono insensibile a te Insensibile, sorda e cieca Mi dai tutto tranne un motivo concreto Ti raggiungo ma sento solo aria nella notte Non te, non l'amore, solo nulla Corro verso di te (lontano da questa città) Invoco il tuo nome (rinunciando, arrendendomi) Ti vedo lì (tu sei ancora) Sempre più lontano Provo a dimenticarti Ma senza di te non sento niente Non lasciarmi qui da sola non riesco a respirare Corro verso di te (lontano da questa città) Invoco il tuo nome (rinunciando, arrendendomi) Ti vedo lì(tu sei ancora) Sempre più lontano June 28 C'era una volta...C'era una volta un uccellino, con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose. Insomma, un animale creato per volare in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupefatta, si fermò a osservare il volo con il cuore che batteva all'impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell'uccellino. Ma poi pensò: "E se volesse conoscere le montagne lontane?" Ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare. Si sentì sola. E allora si disse:"Preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via" L'uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia. Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l'oggetto della sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevano:"Ma tu hai davvero tutto!" Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione: visto che possedeva l'uccellino, e non aveva più bisogno di conquistarlo, lentamente perse interesse per lui. E l'uccellino, non potendo volare ed esprimere in senso della propria vita, a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto. La donna non gli prestava più attenzione, se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia. Un giorno l'uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia, rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per l a prima volta, mentre volava felice fra le nuvole. Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto che ciò che l'aveva colpita in quell'uccellino era la libertà, l'energia delle sue ali in movimento, e non il suo corpo fisico. Senza l'uccellino, la sua vita perse di significato, e la Morte andò a bussarle alla porta:"Perchè sei venuta?" le domandò lei. "Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo," rispose la Morte. "Se lo avessi lasciato partire e tornare, lo avresti amato e ammirato anche di più. Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare." Dal diario di Maria,
alla vigilia del giorno in cui avrebbe comprato
il biglietto aereo per il Brasile
"Undici Minuti" - Paulo Coelho June 01 ...Clouds of Lullaby...HELLO, I'M THE LIE.... Paper flowers I linger in the doorway I built my own world to escape
If you need to leave the world you live in
Lay your head down and stay a while (flowers)
Though you may not remember dreaming Something waits for you to breathe again (flowers)
Swallowed up in the sound of my screaming In my field of paper flowers Paper flowers paper flowers ------------ Fiori di carta Indugio accanto alla sveglia, mostri urlanti che chiamano il mio nome Lasciatemi stare dove il vento mi sussurrerà dove le goccie di pioggia mentre cadono raccontano una storia
Nel mio campo di fiori di carta e dolci nuvole di ninnananna Giaccio in me stessa per ore e guardo il mio cielo porpureo volare sopra di me
Non dire che sono fuori contatto con questo caos incontrollato, la tua reatà so benissimo oltre quali bugie il mio sonno da rifugio all'incubo, Io ho costruito il mio mondo per fuggire
Nel mio campo di fiori di carte e dolci nuvole di ninnananna Giaccio in me stessa per ore e guardo il mio cielo porpureo volare sopra di me
Se hai bisogno di lasciare il mondo in cui vivi posa la tua testa e fermati un po' (fiori) anche se potresti non ricordare di aver sognato qualcosa ti aspetta per respirare di nuovo (fiori)
Inghiottita dal suono delle mie grida non riesco a smettere per il timore delle notti silenziose Oh quanto desidero il sonno profondo per sognare la Dea della Luce Immaginaria
Nel mio campo di fiori di carta e dolci nuvole di ninnananna Giaccio in me stessa per ore e guardo il mio cielo porpureo volare sopra di me
Fiori di Carte Fiori di Carta April 24 ...all I ever needed...FIELD OF INNOCENCE
I still remember the world
From the eyes of a child Slowly those feelings Were clouded by what I know now Where has my heart gone An uneven trade for the real world I want to go back to
Believing in everything and knowing nothing at all I still remember the sun Always warm on my back Somehow it seems colder now Where has my heart gone Trapped in the eyes of a stranger I want to go back to Believing in everything Iesu, Rex admirabilis et triumphator nobilis, dulcedo ineffabilis, totus desiderabilis Where has my heart gone An uneven trade for the real world I want to go Back to believing in everything Where has my heart gone Trapped in the eyes of a stranger I want to go back to Believing in everything CAMPO D'INNOCENZA
Ricordo ancora il mondo
da gli occhi di un bambino Lentamente quelle sensazioni Sono state annebbiate da quello che so ora Dov’è finito il mio cuore? Uno scambio iniquo con il mondo reale Io voglio tornare indietro per credere in tutto e
per non sapere assolutamente nulla Ricordo ancora il sole Sempre caldo sulla mia schiena Per qualche motivo sembra più freddo ora Dov’è finito il mio cuore? Intrappolato negli occhi di un estraneo Io voglio tornare indietro
per credere a qualsiasi cosa
Gesù, re degno d’ammirazioneE nobile trionfatore Dolcezza indicibile Tutto desiderabile Dov’è finito il mio cuore? Uno scambio iniquo con il mondo reale voglio tornare indietro
per credere in qualsiasi cosa e per non sapere assolutamente nulla Dov’è finito il mio cuore Intrappolato negli occhi di un estraneo voglio tornare a credere in qualsiasi cosa April 10 Nei giardini che nessuno sa....
...E' QUASI FOLLIA... Senti quella pelle ruvida, March 29 ...my suicide...Tourniquet
I tried to kill the pain
But only brought more (so much more) I lay dying And I'm pouring crimson regret and betrayal
I'm dying praying bleeding and screaming Am I too lost to be saved Am I too lost? My God my tourniquet
Return to me salvation My God my tourniquet Return to me salvation Do you remember me Lost for so long Will you be on the other side Or will you forget me I'm dying praying bleeding and screaming Am I too lost to be saved Am I too lost? My God my tourniquet Return to me salvation My God my tourniquet Return to me salvation Return to me salvation I want to die! My God my tourniquet My wounds cry for the grave
Laccio emostatico
Ho provato a far smettere il dolore e sto versando sangue, rimpianto e tradimento persa per lungo tempo? o mi dimenticherai? |
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